Beato Sebastiano Valfrè

Home Biografia Luoghi Sindone Bibliografia Iconografia Studi e approfondimenti Maria degli Angeli

 

“Questo uomo di Dio di cui è tanto venerata la memoria in Piemonte”.

Traccia per una bibliografia di scritti editi riguardanti Sebastiano Valfré.

 

La produzione bibliografica dedicata a Sebastiano Valfrè (o Valfré come più d’uno ritiene preferibile scrivere) è ampiamente diffusa nel mondo[1] e anche la sua propagazione ci consente di comprendere che l’interesse per la figura del Beato non è relegato in una dimensione solo subalpina o italiana, ma ha conosciuto spazi e scenari internazionali. Sotto un profilo “quantitativo” e anche tematico, tuttavia, la bibliografia specifica dedicata al Beato è relativamente modesta. Si potrebbe dire inversamente proporzionale alla sua presenza nella storia dei padri dell’Oratorio di Torino, di Torino nel suo complesso, dei Savoia, della Sindone, nonché nella sensibilità devozionale piemontese, nell’immaginario collettivo, nell’affetto e nel culto di generazioni e generazioni di devoti.

 

Alcuni altri beati e santi “torinesi” hanno avuto, per così dire, maggiore fortuna bibliografica. Forse in relazione a durevoli istituzioni, spesso tuttora operanti, le cui radici si ricollegano indissolubilmente al loro nome ma, forse anche a causa, e non è pura retorica il ricordarlo, dell’atteggiamento del Valfrè, che oggi molti assimilerebbero all’ormai classico understatement subalpino, ovvero all’umiltà costantemente e, soprattutto, concretamente praticata – e non propagandata – da Sebastiano. Eppure la figura di «Questo uomo di Dio di cui è tanto venerata la memoria in Piemonte, e massimamente in Torino»[2], campeggia nelle storie generali e particolari torinesi, del Piemonte e degli Stati sabaudi. Talora essa permea per intero le narrazioni di determinati momenti storici e aleggia, ineludibile, nei decenni terminali del Seicento, risaltando, maiuscola, nelle vicende che segnano gli albori del XVIII secolo, quando l’intensa e operosa vita del Beato ormai volge al termine, senza che l’età avanzata sembri intaccarne le energie, il coraggio, la forza morale e anche fisica, come attestano i tanti testimoni delle fatiche a cui si sottopose durante l’assedio di Torino del 1706.

 

Certo le stesse scelte del Valfré, come la rinuncia alla cattedra arcivescovile di Torino (costituente una scelta tutt’altro che scontata e usuale), non contribuirono a rafforzare la sua dimensione di “oggetto” storiografico, di modo che la ricostruzione del suo profilo familiare[3], culturale, ascetico, in una parola biografico[4], resta apparentemente confinata, nella produzione bibliografica “specifica” (termine col quale, nel presente contesto, intendiamo riferirci a quei lavori, sia volumi, sia articoli e saggi, che, sin dal titolo, si richiamano al nome del Beato).

 

In seno a questa produzione, che pure è costellata anche di lavori originali e di ottimo livello scientifico, resta ampio spazio per sviluppare approfondimenti su specifici filoni di indagine e per ricercare in modo capillare le tracce dei molteplici lasciti del Valfré. Tracce che in tanti articoli “minori” o in capitoli e parti di libri dedicati a argomenti più generali sono disseminate assai generosamente.

 

In attesa che nuovi studi siano sviluppati, si è ritenuto non inopportuno cogliere l’opportunità del tricentenario della morte, per riunire in un unico quadro la bibliografia sin qui prodotta. Inizialmente si pensava di poter affiancare alle pubblicazioni monografiche anche un ampio campione di articoli editi in  giornali e riviste: purtroppo la ricorrenza e le celebrazioni tricentenarie non potevano attendere che un lavoro così lungo e, per certi versi, complesso, giungesse a compimento, pertanto, solo alcuni titoli, più significativi sono stati recepiti, mentre si è rinviata a una successiva occasione la catalogazione di centinaia articoli o riferimenti bibliografici già a grandi linee identificati[5].

 

Gustavo Mola di Nomaglio

 


 

» Bibliografia del Beato Sebastiano Valfrè (pdf)

 


 

[1] Possiamo  rilevare la presenza di sue biografie, o di lavori che lo riguardano a vario titolo, antichi e moderni, nelle raccolte di numerose biblioteche, si potrebbe dire un po’ in tutto il globo, e buona diffusione risultano avere anche opere recenti, come quella di Annarosa Dordoni, n. 85 della presente traccia bibliografica (cfr. per uno sguardo d’insieme – ma certo non esaustivo – i risultati della ricerca  http://www.ubka.uni-karlsruhe.de/kvk.html).

 

[2] Come scrive Goffredo Casalis, nel suo celebre Dizionario, alla voce Verduno (vol. XXVI, Torino, 1854, p. 7).

 

[3] Tuttora, ad esempio, non si è definitivamente ammessa, come pare sia lecito fare, l’appartenenza della famiglia del Beato alla cospicua casata braidese di questo nome, seppure attraverso un ramo alquanto impoverito.

 

[4] Basti pensare a quante opportunità di nuovi approfondimenti e chiavi di lettura offrono vari episodi della sua vita, le grandi vicende storiche di cui fu un protagonista, il suo epistolario, i suoi scritti.

 

[5] Cfr., per esempio, nell’Archivio Storico della Congregazione di San Filippo Neri di Torino (Fondo Sebastiano Valfré),  Articoli sul Padre Sebastiano Valfré, 1907-1989, Unità Archivistica 570; oppure, nella Biblioteca della medesima Congregazione, l’unità denominata Primo Centenario della Beatificazione del B. Sebastiano Valfré. Feste celebrate a Torino dal 21 al 31 gennaio 1935. Relazione, Memorie, Documenti. Queste contengono nel loro insieme, indicativamente, circa centocinquanta articoli.

 

Sito a cura di Daniele Bolognini, Daniele D'Alessandro e Davide Zeggio ▪ info@studibeatovalfre.org